Key Energy 2017: ci portiamo a casa il premio per l'innovazione tecnologica

Si sono conclusi settimana scorsa Ecomondo e Key Energy ma rimane il successo dei numerosi eventi di quelle giornate, tra rinnovabili, green economy e circular economy.

I numeri fanno ben sperare in una bella ripresa e crescita delle rinnovabili in Italia: la manifestazione chiude infatti con 116.131 presenze (+10%), con oltre 12.000 presenze internazionali. Sui 113.000 mq di superficie hanno partecipato a Ecomondo e Key Energy 1.200 imprese; oltre 200 gli eventi, aperti dagli Stati Generali della Green Economy e partecipati da un pubblico 11.000 professionisti ed esperti.

Quattro giornate vissute nella condivisione di conoscenze, tecnologie e strategie per garantire alle imprese un ruolo da protagoniste nel disegno europeo che mira a ridurre la produzione dei rifiuti incentivando il loro riutilizzo, anche grazie a finanziamenti rilevanti a sostegno della Ricerca e dell’innovazione. Riprogettare prodotti e processi industriali, dunque, adottando i principi dell’economia circolare, è tema per la moderna manifattura, le città verdi ed efficienti, per la riqualificazione dei siti inquinati e la gestione delle risorse idriche. Ecomondo e Key Energy hanno presentato anche esempi concreti di aziende, città, istituzioni che hanno già fatto propri i principi della circular economy.

Parallelamente al Premio Sviluppo sostenibile 2017, che attribuisce un riconoscimento a quelle imprese che hanno saputo coniugare qualità ambientale e competitività industriale, si è tenuta l'iniziativa Eco-Innovazioni, in collaborazione con Ecofuturo che ha portato a selezionare 7 aziende, tra le oltre 40 che avevano i requisiti per partecipare.

Sul palco di Ricicla Tv, le aziende sono state introdotte da Jacopo Fo: "Ecomondo quest'anno è la prova che abbiamo vinto, è il trionfo - ha dichiarato il figlio del Premio Nobel Dario - ci abbiamo messo decenni, ma oggi possiamo dire che il prezzo dell'energia elettrica prodotta dal fotovoltaico, dall'eolico, da tutte le fonti rinnovabili, è andato sotto il costo dell'energia elettrica da carbone e nucleare. Le fonti alternative funzionano. Abbiamo vinto sul piano della tecnologia, a dispetto di tutti coloro che dicevano: non funziona. Ora è tempo di fare conoscere quelle aziende che sono riuscite a fare la differenza".

E proprio tra queste aziende c’eravamo anche noi, con ZheroSystem (brevetto UNE) per la categoria storage. 

A fianco di questo grande successo che ci riempie di orgoglio ci permettiamo una piccola digressione sui dati che sono emersi dalla situazione Italiana riguardo il recupero e il riciclo dei rifiuti, uno dei grandi temi di Ecomondo. Sorprendentemente la situazione in Italia non è così arretrata come si è abituati a pensare. Ecco qualche numero:

A fronte di una media europea del 46%, il nostro Paese riesce a posizionarsi secondo posto tra i grandi, dopo la Germania, facendo registrare il 49% di recupero e riciclo. Al di sotto della media europea troviamo il Regno Unito con il 45%, la Francia con il 40%, la Spagna con il 35%. Migliori prestazioni solo da Paesi con popolazione inferiore ai 20 mln di abitanti. Tra l'altro, l'Italia negli ultimi anni ha colmato il gap nei confronti di Francia e Inghilterra, registrando i migliori tassi di crescita, soprattutto nel recupero della frazione organica: nel 2007 partiva ultima e ad oggi è al secondo posto insieme con l'Inghilterra. Questo quanto emerge dallo studio "Analisi dei modelli di gestione dei servizi di igiene ambientale nei principali Paesi europei", messo a punto da PricewaterhouseCoopers per Utilitalia, la Federazione delle imprese di ambiente energia e acqua, e presentato ieri alla Fiera di Rimini nell'ambito di Ecomondo. L'analisi - che si concentra su Italia, Germania, Francia, Regno Unito e Spagna (tutti al di sopra dei 45 milioni di abitanti) - fa presente come i tedeschi si posizionino tra i Paesi ad alto tasso di riciclo e ad alto tasso di incenerimento (circa al 35%), con la media Ue che è del 27%. Mano a mano che diminuisce il ricorso alla termovalorizzazione, aumenta lo smaltimento in discarica: in questa fascia si posizionano Francia e Regno Unito, subito dopo l'Italia che comunque è sempre seconda per recupero e riciclo. (fonte: e-gazette.it)

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